Capitolo A: Lo sviluppo sociale in Germania

1. In Germania domina una società capitalista allo stadio del capitalismo monopolista di Stato. Questo costituisce lo stadio immediatamente precedente una società socialista. Il capitale monopolista ha totalmente subordinato lo Stato, e gli organi del monopolio sono fusi con gli organi dell’apparato dello Stato. Ha stabilito il suo dominio universale sulla totalità della società.

2. La grande produzione sociale regolata dallo Stato soccombe all'appropriazione privata realizzata dai possessori di capitale, in particolare dai monopoli industriali e bancari dominanti.

Questi rapporti di produzione monopolistici di Stato costituiscono la fondamentale contraddizione nello sviluppo del capitalismo in Germania.

 

3. Il sistema della famiglia borghese è il mezzo indispensabile per lo sfruttamento capitalista del lavoro salariato.

La vita sociale è completamente assoggettata ai processi sociali di produzione delle merci finalizzati al massimo profitto, mentre l’organizzazione della vita quotidiana è improntata sul privato della singola famiglia. L’ineguaglianza tra uomini e donne è basata su questa contraddizione. La dipendenza economica della moglie dal marito, la responsabilità nel mantenere la casa e la famiglia così come la catena della morale borghese e religiosa costituiscono un sistema specifico di oppressione delle donne nella società capitalista. La massa delle donne lavoratrici è doppiamente oppressa e sfruttata.

 

4. Prima che la Germania divenisse un’unica nazione nel 1871, il suo sviluppo capitalista era impedito dalla frammentazione in piccoli stati feudali. Nella rivoluzione borghese del 1848, la borghesia, per paura della classe operaia in lotta, si giocò la possibilità di sancire la sua vittoria sul potere feudale.

Infatti formò un alleanza con i feudatari (Junkers) che generò il terreno fertile per l’imperialismo tedesco particolarmente reazionario e aggressivo fino al 1945.

 

5. Dopo il 1871 la concentrazione e la centralizzazione del capitale portarono alla formazione dei monopoli industriali e bancari e la loro fusione nel capitale finanziario dominante. Questo creò la base economica per l’ascesa dell’imperialismo tedesco, che, a causa delle sue moderne tecnologie e della sua organizzazione superiore, si sviluppò con un ritmo particolarmente rapido.

A seguito di questo sviluppo ritardato, l’imperialismo tedesco spinse per una nuova suddivisione del mondo tra le superpotenze imperialiste scatenando, quindi, due guerre mondiali.

Queste guerre sono diventate il motore della transizione dal capitalismo monopolista al capitalismo monopolista di Stato in tutti i paesi imperialisti.

 

6. Come reazione alla consapevolezza rivoluzionaria delle masse i monopoli cessarono di dare sostegno al governo eletto e nel 1933 stabilirono una dittatura fascista, che utilizzò, demagogicamente, una terminologia socialista.

A causa delle divisioni della classe operaia non fu possibile impedire lo stabilirsi della dittatura fascista. Alla fine della seconda guerra mondiale la coalizione anti Hitler schiacciò la dittatura fascista dei monopoli. Il trattato di Potsdam, basato essenzialmente sulle proposte dell’Unione Sovietica e negoziato tra le potenze vincitrici (URSS, USA e Gran Bretagna), previde di privare l’imperialismo tedesco del suo potere, conservando, nello stesso tempo, l’unità nazionale.

Inizialmente, gli imperialisti tedeschi furono privati del loro potere e i monopolisti furono costretti ad abbandonare la gestione delle grandi imprese. I lavoratori, spesso contrari al volere delle autorità militari occidentali, ricostruirono le aziende distrutte e svilupparono un movimento di protesta di massa contro le intenzioni dei vincitori di smantellare l’industria tedesca.

Ma molto presto le potenze occidentali che occupavano la Germania, a seguito di un cambiamento nella politica USA riguardo la Germania, aiutarono i capitalisti monopolisti a tornare al potere. Con la fondazione della Repubblica Federale Tedesca (RFT) il 23 maggio del 1949, la Germania fu divisa e iniziò l’ascesa del nuovo imperialismo tedesco. Questo costituì il fronte avanzato del sistema imperialista mondiale contro l’Unione Sovietica che era, allora, ancora un paese socialista, e contro la costruzione del socialismo nell’Europa dell’est e nella Repubblica Democratica Tedesca (RDT).

 

7. Il Trattato di Potsdam fu attuato solo nelle zone occupate dall’Unione Sovietica. Sulla base della “denazificazione” fu costruito un vero e proprio ordine democratico antifascista espropriando le fabbriche dei criminali di guerra e nazisti così come le proprietà terriere dei latifondisti. In risposta alla divisione della Germania da parte delle potenze occidentali fu fondata il 7 ottobre del 1949 la RDT. Negli anni seguenti si sviluppò la transizione carica di aspettative da una democrazia popolare alla prima società socialista sul suolo tedesco per iniziativa delle masse e con l’appoggio dell’Unione Sovietica.

 

8. Nel febbraio del 1956, in seguito alla restaurazione del capitalismo in Unione Sovietica successiva al XX Congresso del Partito Comunista Sovietico, anche l’RDT si trasformò in una società burocratico – capitalistica. L’obiettivo della riunificazione fu abbandonato. É vero che molte conquiste socialiste nella vita delle masse furono inizialmente mantenute formalmente. Ma con la restaurazione del capitalismo esse cambiarono le loro caratteristiche e furono integrate in un sistema revisionista di riforme dall’alto che serviva a camuffare il carattere capitalista del nuovo ordinamento sociale. La costruzione del Muro di Berlino nel 1961 rappresentò una dichiarazione di fallimento del sistema capitalistico – burocratico dell’RDT nonché l’intensificazione della rivalità delle superpotenze.

 

9. Come risultato dell’aumento della domanda a livello internazionale a seguito della Seconda Guerra Mondiale e anche grazie ad un’alta meccanizzazione, automazione e provvedimenti statali, una crescita economica senza precedenti e di lungo periodo iniziò negli anni cinquanta nella Repubblica Federale Tedesca. Questo fu possibile anche grazie al ricorso sistematico alla manodopera dell’RDT e, dopo che fu costruito il muro, dai paesi esteri. Il repentino sviluppo delle forze produttive accelerò la fulminea risalita del nuovo imperialismo tedesco verso una potenza economica, politica e militare

 

10. Negli anni ottanta il crescente ritardo tecnologico ed economico dell’RDT in confronto a quanto accadeva in occidente portò all’intensificarsi delle contraddizioni per il mantenimento delle conquiste sociali. Per quanto detto prima e come risultato di un forte dominio burocratico, di una vuota terminologia pseudo - socialista e dell’oppressione politica, una profonda delusione emerse tra le masse e nel 1989 si sviluppò un largo movimento popolare democratico. Questo si diresse, tra l’altro, contro la distruzione dell’ambiente e il dislocamento di armi nucleari dell’Unione Sovietica sul suolo dell’RDT.

Tale movimento arrivò al suo punto culminante nell’autunno del 1989 con dimostrazioni di massa, costringendo il regime di Honecker a dimettersi.

Con la caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989 venne meno anche il simbolo della divisione della Germania. La riunificazione fu il risultato di un movimento popolare democratico nell’RDT e del profondo desiderio di tutto il popolo tedesco di superare la divisione della nazione. La “questione nazionale” in Germania fu risolta in un modo pacifico. L’erosione del dominio del social - imperialismo Sovietico fu un’importante condizione internazionale per una riunificazione pacifica.

 

11. Non essendo avvenuta la riunificazione sotto condizioni socialiste, fu possibile integrare l’RDT al potere economico e politico del capitale monopolista della Repubblica Federale. I monopoli e i loro governi perseguono sistematicamente una politica di divisione del popolo tedesco in “occidentale” e “orientale” per piegare la resistenza attiva delle masse contro la pratica di addossare il peso della crisi sulle loro spalle. Solo la classe operaia e la sua lotta unita contro i monopoli e i loro governi può sanare le ferite della lunga divisione della Germania, consolidare l’unità del popolo tedesco nell’est e nell’ovest e mantenere le proprie conquiste conseguite nel tempo.

 

12. La Germania riunificata è più forte economicamente e, in termini di numero di abitanti, la più grande nazione dell’Unione Europea.

Rimosse alcune restrizioni politiche imposte dal potere alleato dopo la II guerra mondiale, il nuovo imperialismo tedesco, insieme alle altre grandi potenze europee, aspira nuovamente e in modo ancor più forte all’egemonia nel mondo.

Il nuovo imperialismo tedesco è il nemico principale dei lavoratori in Germania. Solo la classe operaia, alleata con le masse popolari, è in condizione di mantenere la pace con i popoli europei e di portare avanti una sincera amicizia tra popoli ed una solidarietà internazionale con tutti gli sfruttati e gli oppressi.

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